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Natura e storia
fra collina e Po nel torinese
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Invertebrati acquatici

Il gambero della Louisiana (Procambarus clarkii) e il gambero americano (Orconectes limosus) in Piemonte
(da: Rivista Piemontese di Storia Naturale, 20,1999:65-92)

Nelle acque piemontesi erano sinora noti due Crostacei Decapodi: l'indigeno gambero di fiume Austropotamobius pallipes (Lereboullet, 1858) ed il Cambaride nordamericano gambero della Louisiana Procambarus clarkii (Girard, 1852). Il gambero di fiume aveva presumibilmente un'ampia diffusione sul territorio piemontese, dalla pianura alla fascia di media montagna, con l'eccezione quindi della regione alpina superiore; negli ultimi cinquant'anni si è verificata una drastica riduzione delle popolazioni, che ha talora determinato la sua quasi totale scomparsa in vari settori, primo fra tutti quello di pianura; oggigiorno i più consistenti e numerosi nuclei sopravvivono nella fascia prealpina.
Nella metà degli anni '80 poche centinaia di Procambarus clarkii, resi disponibili dallo smantellamento di un piccolo allevamento sperimentale, vennero incautamente liberati in uno stagno presso Carmagnola (TO). Da questo piccolo ambiente acquatico la specie ha raggiunto il reticolo idrografico, riuscendo quindi a diffondersi su di un territorio che attualmente misura circa 180 km2; quest'area è situata in Piemonte centrale, sulla destra idrografica del Fiume Po ed a cavallo delle province di Cuneo e Torino. Procambarus clarkii è comparso in un gran numero di biotopi acquatici, naturali ed artificiali, lotici e lentíci, con acque perenni o temporanee, dimostrando quindi una notevole capacità di adattamento alle situazioni ambientali più disparate. Dai primi dati raccolti sembra che la specie non oltrepassi 140 mm di lunghezza totale per 82 g di peso, e sia in attività già in marzo e sino a novembre; pochissime femmine ovigere sono state incontrate nei mesi di giugno, agosto e novembre.
Sono stati rilevati alcuni aspetti della sua biologia, come la sex-ratio di una popolazione studiata in estate, gli ectoparassiti ed alcuni interessanti aspetti etologici, primi fra tutti l'attività fossoria e la sua non comune capacità di sopravvivere anche per lunghi periodi al di fuori dell'ambiente acqueo. Infine si ricordano i principali possibili vantaggi (P. clarkii quale fonte di un certo reddito per l'uomo e risorsa alimentare per altre specie predatrici) ed i ben più gravi aspetti negativi legati alla sua presenza (fenomeni di predazione e competizione con le specie autoctone, gravi modificazioni degli ambienti acquatici, introduzione di pericolosi agenti patogeni). In conseguenza di questo non si esclude che in futuro privati ed amministrazioni pubbliche siano costrette ad intraprendere delle dispendiose azioni di lotta e contenimento della specie per limitare i danni da essa prodotti.
Per la prima volta nelle acque piemontesi viene poi segnalato un altro gambero neartico già noto in Italia centro-settentrionale: il gambero americano Orconectes limosus; anche in questo caso si è verificata un'avventata introduzione con esemplari prelevati dal Lago d'Iseo ed immessi in uno stagno collinare nel comune di Baldissero d'Alba (CN); la specie, qui introdotta alla fine del 1997, sembra ben acclimatata.

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