In seguito alla istituzione del nuovo Ente di gestione delle Aree Protette del Po Piemontese, subentrato all' Ente di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino e all' Ente di gestione delle Aree Protette del Po Torinese, stiamo aggiornando i contenuti di questo sito, che prossimamente sarà raggiungibile col nuovo indirizzo
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Un altro passo nella foresta condivisa del Parco del Po

( Valenza, 25 Novembre 2020 )

La Foresta condivisa del Po piemontese è l'ambizioso progetto definito dagli Enti di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino e del Po torinese che, a partire dal 1° gennaio 2021, si uniranno per dare vita all'Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese.
Come già avvenuto per altri soggetti pubblici e privati, l'azienda SandenVendo di Coniolo ha voluto aderire alla condivisione dell'idea lanciata dai due Enti-Parco, offrendo il suo sostegno e un primo contributo concreto, utile per l'impianto di 300 alberi destinati a un appezzamento in località Isola Colonia, a Palazzolo Vercellese: ieri sono, infatti, iniziati i lavori per la messa a dimora delle giovani piante su un terreno che l'Ente-Parco aveva acquistato in precedenza.
Il 24 novembre 2020 la SandenVendo ha così avviato il proprio programma di sostenibilità, con cui conta di portare beneficio alla biodiversità della zona, alle comunità locali e alla qualità dell'aria, assolvendo anche a 3 obiettivi del programma ONU "Agenda 2030".
La realizzazione di una grande foresta che si sviluppi nei Comuni posti lungo il corso del Po piemontese, in luoghi strategici per la fruizione, è l'obiettivo cui tende l'Ente-Parco; il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati - dagli Enti locali al semplice cittadino, dalle aziende agricole alle imprese di altri settori produttivi - è la modalità di esecuzione.
Ciascuno di noi può diventare partner di questa iniziativa, ognuno per le proprie competenze e sensibilità. Naturalmente le Istituzioni rivestono un ruolo strategico di supporto: la Regione, le Province, la Città Metropolitana e i Comuni sono il tramite nella comunicazione ai cittadini e inoltre possono mettere a disposizione terreni, così come i privati.
I singoli cittadini e le associazioni possono essere ingaggiati come volontari per la messa a dimora delle pianteo per la custodia delle aree, mentre le aziende agricolepossonocontribuire destinando alcuni terreni alla riforestazione, all'arboricoltura da legno e alla formazione di praterie, oppure creando siepi e filari, usufruendo dei finanziamenti messi a disposizione dal Piano di Sviluppo Rurale.
L'idea di fondo è di arrivare a piantare un albero per ogni abitante dei Comuni interessati dalle aree protette del Po piemontese entro i prossimi 10 anni, andando a costruire una "foresta di vicinato" di quasi 200 chilometri, raggiungibile dai cittadini dei vari centri abitati disposti lungo la fascia fluviale, con mezzi di trasporto sostenibili.
L'obiettivo però non è semplicemente piantare alberi o arbusti, bensì riqualificare il territorio secondo un approccio di infrastruttura verde e corridoio ecologico, nell'ottica della riqualificazione ambientale della fascia fluviale del Po e della aree circostanti.
Gli alberi e gli arbusti messi a dimora appartengono alle specie autoctone tipiche dei boschi ripariali quali, ad esempio, pioppo bianco e pioppo nero, farnia, cerro, frassino maggiore, olmo campestre e olmo bianco, salice bianco, ontano nero, melo e pero selvatico, nocciolo e biancospino.

Per saperne di più: www.piemonteparchi.it/cms/index.php/parchi-piemontesi/item/4202-una-foresta-per-due-parchi?fbclid=IwAR2fIiqr6p4YNEO-QIVGyYffDT9_aJorcRttdoZOjmaJDDmWSsLF9c9WNW0

Un altro passo nella foresta condivisa del Parco del Po
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