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Natura e storia
fra collina e Po nel torinese
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Sezione idrologia e geomorfologia

La gestione delle acque

L'Ente Parco individua nella conservazione e nel miglioramento della qualità dell'acqua un obiettivo di primaria importanza ai fini della tutela degli ecosistemi fluviali. Allo stato attuale, il principale fattore di alterazione della qualità dell'acqua dell'ecosistema fluviale del Po e dei tratti terminali dei principali affluenti (ambiti di pertinenza dell'Ente di Gestione) è costituito dall'insieme delle derivazioni e/o ritenzioni idriche per fini diversi che concedono ai fiumi portate residue molto basse o addirittura nulle, comunque spesso insufficienti per garantire i naturali processi di autodepurazione, fondamentali per garantire il mantenimento e/o il miglioramento della qualità delle acque correnti superficiali.

Il decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 ("Norme in materia ambientale"), all'art. 164 ("Disciplina delle acque nelle aree protette"), così recita nei suoi primi due commi:
  1. Nell'ambito delle aree naturali protette nazionali e regionali, l'ente gestore dell'area protetta, sentita l'Autorità di bacino, definisce le acque sorgive, fluenti e sotterranee necessarie alla conservazione degli ecosistemi, che non possono essere captate.
  2. Il riconoscimento e la concessione preferenziale delle acque superficiali o sorgentizie che hanno assunto natura pubblica per effetto dell'articolo 1 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, nonché le concessioni in sanatoria, sono rilasciati su parere dell'ente gestore dell'area naturale protetta. Gli enti gestori di aree protette verificano le captazioni e le derivazioni già assentite all'interno delle aree medesime e richiedono all'autorità competente la modifica delle quantità di rilascio qualora riconoscano alterazioni degli equilibri biologici dei corsi d'acqua oggetto di captazione, senza che ciò possa dare luogo alla corresponsione di indennizzi da parte della pubblica amministrazione, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione.

Ad oggi (2007) l'Ente Parco ha attivato due protocolli d'intesa, relativi a rilasci idrici, con le ditte Iride Energia (ex AEM) ed ENEL, al fine di garantire un deflusso minimo concordato nell'alveo del fiume.
Questi accordi con le due ditte di produzione di energia elettrica garantiscono rilasci dalla diga di Iride Energia a La Loggia e dalla diga di Iride Energia a Torino (la "diga del Pascolo"), e dallo sbarramento ENEL che dà origine al Canale Cimena a San Mauro. Un terzo protocollo d'intesa è in corso di approvazione e riguarda il rilascio dallo sbarramento sulla Dora Baltea che dà origine al Canale Farini a Saluggia.

L'Ente di gestione delle Aree Protette del Po torinese ha adottato una Regolamentazione dei criteri per definire ed applicare le misure di captazione delle acque superficiali, rimandando a successivi provvedimenti i criteri relativi alla captazione delle acque sorgive e sotterranee. Anche se adottato dall'Ente Parco, il documento non è attualmente operante, in quanto all'esame dell'Autorità di Bacino del Po.

La Presa del Canale Farini verso ovest
La Presa del Canale Farini verso ovest
(foto di: Ippolito Ostellino)
Il Canale Cimena a Castiglione Torinese
Il Canale Cimena a Castiglione Torinese
(foto di: Andrea Miola)
La Presa del Canale Cavour a Chivasso
La Presa del Canale Cavour a Chivasso
(foto di: Andrea Miola)
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